Assemblea Regionale Lombarda

ottobre 21, 2009 at 3:58 pm Lascia un commento

I VERDI LOMBARDI CON BONELLI PER UNA NUOVA COSTITUENTE

Sabato 24 OTTOBRE presso l’aula magna dell’associazione “GLI AMICI DELLA TERRA” di Cologno Monzese in via Papa Giovanni XXIII al n° 8 si svolgerà l’ASSEMBLEA REGIONALE DEI VERDI.

Ordine del giorno:

– Relazione del Presidente uscente
– presentazione e discussione dei documenti politici
elezione del Presidente regionale
elezioni dell’ esecutivo regionale
elezione dei delegati consiglio federale nazionale
– varie ed eventuali.

ASSEMBLEA CONGRESSUALE REGIONALE DEI VERDI LOMBARDI

24 OTTOBRE 2009

COLOGNO MONZESE (MI)

MOZIONE: “I VERDI LOMBARDI CON BONELLI PER UNA NUOVA COSTITUENTE ECOLOGISTA

I risultati elettorali e il peso politico dei Verdi europei, in così forte controtendenza rispetto a quelli italiani, dimostrano che lo spazio politico per una forza ecologista può esserci se si è in grado di associare ad un’analisi critica della società un progetto politico realmente e radicalmente alternativo.

Tutti i movimenti più vitali della società civile a livello mondiale, così come i Verdi europei, traggono linfa e ragioni da un’analisi ecologista della realtà, e cioè dal legame indissolubile tra le battaglie per la difesa dell’ambiente e quelle per la giustizia sociale, per il riconoscimento dei diritti civili, per la costruzione della democrazia e della pace.

La proposta politica ecologista racchiude in sé una nuova e migliore prospettiva di vita per tutti, un progetto di futuro sostenibile, una risposta concreta alla crisi complessiva in atto. Una

prospettiva ancora più necessaria in Italia con il centrodestra al governo e il centrosinistra indebolito e privo di un comune progetto di futuro sostenibile, alternativo al modello populista proposto dal centrodestra.

Le ultime elezioni europee sono state per Sinistra e Libertà, e quindi per i Verdi italiani che ne hanno fatto parte, un fallimento come già un anno fa era accaduto alla Sinistra Arcobaleno. Il risultato delle europee è stato ancor più negativo rispetto alle elezioni politiche del 2008 perché, pur in assenza del richiamo al ‘voto utile’, i milioni di voti in uscita dal PD non sono stati conquistati neppure in parte da Sinistra e Libertà.

Mentre, perciò, i Verdi italiani sono scomparsi per la prima volta dal 1989 dal Parlamento europeo, come era già accaduto per il Parlamento nazionale, in Europa gli ecologisti registrano uno storico successo elettorale da Nord a Sud. Infatti, i Verdi in Europa moltiplicano i voti e i seggi, superando il 10% in molti paesi; con straordinari risultati in Francia, Germania, Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Finlandia, Svezia, Austria, Inghilterra, ma anche in Spagna e in particolare in Grecia, dove sono riusciti ad eleggere per la prima volta un parlamentare europeo. Nel novembre scorso, poi, i Verdi negli USA hanno raddoppiato gli eletti in centinaia di località, contemporaneamente alla vittoria di Obama.

Siamo tutti chiamati a decidere con coraggio di far uscire i Verdi italiani da una situazione di inarrestabile declino e perdita di consensi, rilanciando nel paese un forte progetto ecologista popolare capace di dare una risposta, anche assumendo responsabilità di governo, alla crisi economica globale, ai cambiamenti climatici, all’aggressione al patrimonio e alle risorse naturali, ai diritti di tutti gli esseri viventi. Un progetto che metta al centro della propria azione

la lotta alla povertà e ai cambiamenti climatici attraverso una programmata riconversione ecologica dell’economia e della società.

Abbiamo per troppi anni rinunciato a parlare a tutti cittadini, per rivolgerci ad una parte limitata e ideologizzata della popolazione, dimenticando colpevolmente che le nostre tematiche sono universali e trasversali. Questo ha portato i Verdi ad essere interlocutori solo di parti limitate e non di tutti.

Dobbiamo quindi lavorare per fare in modo che la questione ecologica diventi centrale nella politica e nella società del nostro paese, consapevoli che le nostre proposte sono già, in tutto il mondo, il motore per avviare una radicale trasformazione della nostra società e dell’ economia, in un percorso culturale e politico di ricostruzione del senso di appartenenza ad una comunità quale soggetto collettivo.

C’è un aspetto però che dobbiamo affrontare con risolutezza e che riguarda noi stessi, ovvero la nostra inadeguatezza. Non siamo stati all’altezza del compito e la deriva degli ultimi anni rappresenta un punto di non ritorno.

E’ evidente che non possiamo avviare un simile ed ambizioso processo da soli. Dobbiamo, perciò, lavorare da subito per costruire una “rete ecologista” assieme a quel grande movimento di milioni di uomini e donne che -in migliaia di comitati, associazioni, pratiche comuni collegate tra loro -si occupano di ecologia, diritti, pace, nonviolenza, nuova economia, legalità, cooperazione internazionale e decentrata, democrazia.

E tutto ciò recuperando alla causa militante ecologista quelle intelligenze che lavorano in questa direzione nel mondo della ricerca, della scienza, della cultura, dell’informazione e dell’imprenditoria.

Dobbiamo metterci a disposizione di un nuovo percorso, favorendo e stimolando l’avvio nel paese di una fase costituente ecologista, che sappia anche mettere in discussione il vecchio modello di partito, per dare più spazio ad una politica di partecipazione e di democrazia, nel rispetto di un reale federalismo.

Per favorire, come auspichiamo e ci impegniamo a fare, la nascita di un nuovo movimento politico ecologista, dobbiamo superare il modello politico e organizzativo della Federazione nazionale dei Verdi, per come l’abbiamo conosciuta e soprattutto per quello che è diventata negli ultimi anni. Questo non significa per noi in alcun modo liquidare l’esperienza dei Verdi, ma, al contrario, favorire nel nostro paese la nascita di una nuova soggettività politica ecologista, collegata all’esperienza verde europea.

In questi ultimi mesi la dirigenza uscente della Federazione nazionale dei Verdi aveva invece stimolato e favorito, senza alcuna legittimazione politica, la nascita dei coordinamenti di Sinistra e Libertà, non opponendo inoltre alcuna obiezione allo scioglimento di gruppi consiliari regionali verdi per formare quelli della Sinistra.

A questa scelta, che ha anche prodotto la sostanziale invisibilità della presenza verde autonoma nelle recenti elezioni amministrative, l’Assemblea nazionale dei Verdi ha dato una risposta immediata e determinata, dando voce a tutti i Verdi e a tutti gli ecologisti che non intendono sciogliersi in una formazione politica che ripropone simboli, linguaggi e contenuti già consumati tante volte nella vicenda politica della sinistra italiana.

Sarebbe totalmente irresponsabile accettare passivamente che nel terzo millennio non esista più in Italia una forza ecologista autonoma e politicamente organizzata, considerata anche la marginalità a cui sono relegate le tematiche ecologiste nelle altre forze politiche.

C’è bisogno di un grande movimento politico ecologista che sappia parlare, a 360 gradi, con tutti i cittadini, forte della propria identità culturale e consapevole della propria autonomia politica, ma capace anche di costruire alleanze e di portare la questione ecologica al centro della politica in Italia.

Le grandi questioni come la pace nel mondo, il contrasto ai cambiamenti climatici, la lotta alla povertà e ad ogni tipo di discriminazione, la sicurezza alimentare, la lotta ad ogni tipo di inquinamento e al traffico, la tutela della salute, la giustizia sociale, i diritti dell’infanzia, la cura

del verde, i diritti degli animali, la tutela della biodiversità, la politica energetica basata sulle energie alternative, sul risparmio e l’efficienza energetica e non sul nucleare, le politiche ecologiche per rilanciare l’economia e quindi l’occupazione attraverso la ‘green economy’, sono temi che riguardano tutti i cittadini e non solo una parte di essi.

La costruzione di nuovi contenitori frutto solo di assemblaggi e di vecchie alchimie politiche è stata già punita due volte dagli elettori. Non dobbiamo preoccuparci del nostro futuro personale e particolare, ma del futuro dell’ambientalismo italiano e dell’ecologia politica.

Per tutte queste considerazioni l’Assemblea Regionale dei Verdi considera :

–        conclusa la partecipazione dei Verdi a Sinistra e Libertà ;

–        superata l’esperienza politica ed organizzativa della Federazione nazionale dei Verdi Italiani come l’abbiamo e come tutti i cittadini l’hanno conosciuta negli ultimi anni.

I Verdi Lombardi scelgono di contribuire alla nascita di una Costituente Ecologista, mettendo a disposizione persone, mezzi, esperienze.

Coerentemente e conseguentemente , l’Assemblea regionale dei Verdi Lombardi decide di eleggere in questa sede una persona con funzione di presidente dei Verdi Lombardi e con il compito di :

–        Scegliere nell’ambito dell’esecutivo lombardo un vice-presidente che l’affianchi e lo coadiuvi nello svolgimento della sua attività;

–        Costituire un gruppo di lavoro con l’incarico di organizzare e promuovere il nuovo percorso della Costituente Ecologista;

–        Costituire un gruppo Regionale formato da un rappresentante per provincia e quattro rappresentanti per la Provincia di Milano, i cui membri abbiano diritto a partecipare alle riunioni dell’esecutivo regionale allo scopo di migliorare il confronto tra le realtà locali e gli organismi dirigenti dei Verdi Lombardi.

Candidati della mozione per l’esecutivo dei Verdi della Lombardia:

Elisabetta Patelli – presidente

1) Andrea Gaiardelli

2) Michele Crapuzzo

3) Andrea Ladina

4) Fabio Corgiolu

5) Walter Girardi

6) Dimitri Bellini

7) Rino Pruiti

8) Daria Castelli

9) Mariolina De Luca

10) Veronica Cerea

Candidati della mozione per il Consiglio Federale Nazionale

1) Stefania Manini

2) Veronica Cerea

3) Mario Pavesi

4) Gianemilio Ardigò

5) Adamo Ricci

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Comunicato Stampa su uscita istituzionali Verdi Lombardi dal Partito Assemblea Regionale Lombarda

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