No alle RONDE, appello al Presidente Napolitano

giugno 17, 2009 at 4:31 pm Lascia un commento

Ecco un testo per chiedere al Presidente della Repubblica GIORGIO NAPOLITANO un intervento sulla questione delle RONDE.Questo testo è sottoscrivile su facebook edit.php?members&gid=93382831503

13 Giugno 2009: si annuncia la «Guardia nazionale italiana», già ribattezzata «ronde nere», pronta a pattugliare le strade 24 ore su 24, affiancando le «ronde padane» non appena sarà in vigore il disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Parlamento. 2.100 volontari in tutto il Paese, concentrati soprattutto in Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia.

Ricordate ? Avevamo inziato con i “City Angels”, un nome edulcorato per farci sembrare accettabile ciò che in realtà non può e non deve essere.
Ecco, finalmente, l’incarnazione delle Ronde come saranno alla fine, TUTTE le Ronde.

E’ nostro dovere DI CITTADINI ITALIANI opporci alle ronde. A tutte le Ronde.
Ricordate: quando tutto questo finirà, perché finirà, potremo dire NOI NON SIAMO COMPLICI.

Noi diciamo NO in modo pacifico, ma dobbiamo essere in tanti.
Se non lo fa il governo, deve essere il popolo ad affermare i principi che stanno alla base della democrazia.

A Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana.

Presidente, le scriviamo con serenità e pace d’intenti, per chiederle di intervenire sulla formazione spontanea delle Ronde in Italia e sul “Decreto Sicurezza” approvato dal parlamento nel mese di Giugno.

City Angels, Ronde Padane, Ronde Nere, Volontari per la Sicurezza, Ronde Cittadine, sono tutti termini alternativi per un dispositivo di sicurezza che questo gruppo spontaneo di cittadini, allarmato per le connotazioni sempre più fosche che stanno collettivamente acquisendo, ritiene pericoloso per il nostro ordinamento democratico.
La storia, ormai tristemente consolidata da innumerevoli fatti ampiamente documentati, dovrebbe averci insegnato che, quando lo stato consente ai cittadini di organizzarsi in gruppi spontanei di presidio territoriale (Ronde, appunto), si realizza il fattore primario per l’instaurarsi di una grave condizione di instabilità sociale: cittadini che si scagliano gli uni contro gli altri.

Presidente, chi controllerà l’operato delle Ronde ? Chi garantirà che il cittadino chiamato a far parte delle Ronde, eserciti il proprio potere in conformità con le leggi dello stato ? La rete, Internet, mostra già oggi video poco consolanti in merito: gruppi di cittadini che pattugliano le strade e svolgono funzioni di ordine pubblico senza averne titolo alcuno.

I nostri nonni raccontano che il precipitare degli eventi nel primo dopoguerra occorse proprio grazie a quei comportamenti, idee, orientamenti che prima non sarebbero mai sembrati normali e che, per varie ragioni, assunsero poi un preoccupante connotato di normalità. E così, lentamente, si trasformarono in realtà profondamente antidemocratiche.
E fu così che il vicino di casa diventò un potenziale nemico che, per delazione o denuncia, poté nuocere, anche in presenza di indizi, supposizioni o semplici divergenze di opinioni.

Oggi al ricordo di un regime già vissuto si aggiunge la preoccupazione per le implicazioni sociali delle moderne Ronde. Il cittadino cosciente dei propri doveri e diritti sa che il concetto di ordine pubblico è vago e multiforme e lambisce molti altri ambiti oltre a quello della sicurezza in senso stretto. Ci riferiamo a tutti quei comportamenti che la sociologia ha definito “devianti”. Temiamo che, una volta affidato il controllo del territorio a gruppi di privati cittadini, i confini della normalità e della devianza vengano affidati all’interpretazione estemporanea dell’individuo che sceglie di partecipare alle Ronde. I padri della democrazia ci hanno insegnato che questa si regge sì sul governo della maggioranza, ma anche sulla tutela delle minoranze. La Ronda come delega del presidio di legalità crea il presupposto per la frattura sociale perché, se da un lato nasce per tutelare la sicurezza di alcune minoranze (donne, anziani, bambini), dall’altro – in condizioni di forte instabilità politica – può essere altrettanto efficacemente usata per limitare la libertà di espressione di altre e, per estensione, di tutto il Popolo Italiano.

Le Ronde sono già una realtà diffusa, i cittadini si stanno abituando e non si stupiscono più di tanto delle aberrazioni che possono produrre. Dopo le Ronde Padane, i City Angels ed altre formazioni che richiamano ai principi del volontariato, nel mese di Febbraio 2009, abbiamo sentito parlare dei “Volontari per la Sicurezza” finanziabili privatamente. Non è dato capire al cittadino se si tratta o meno di un vero esercito mercenario, pagato da sponsor. Ad Aprile iniziano ad apparire le “Ronde Nere”, con divise e proclami che richiamano il periodo più buio della storia del nostro amato Paese.

Presidente Napolitano, questo gruppo di cittadini le chiede di intervenire in merito alle Ronde e di prendere posizione affinché questa aberrazione della democrazia cessi di esistere, prima che diventi troppo pericolosa e, in definitiva, inarrestabile. Le chiediamo, altresì, di non firmare il Decreto Sicurezza e di esercitare la sua forte e importante azione di presidio del nostro ordinamento democratico, perché le Ronde siano stralciate, rimosse da qualsiasi atto legislativo della Repubblica Italiana.

Siamo convinti che il miglior presidio della legalità possa essere fornito dalle forze di Pubblica Sicurezza e ribadiamo la nostra totale e incondizionata fiducia nel lavoro degli uomini e donne che ne fanno parte. Auspichiamo, altresì, che il loro operato venga rafforzato con le opportune dotazioni economiche e logistiche.

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