Migranti, società multietnica e xenofobia…senza dimenticare la metropolitana

maggio 14, 2009 at 2:56 pm 2 commenti

In questi giorni in Italia si stanno scrivendo le pegine più tristi della nostra storia.Storia non solo repubblicana, ma storia nel senso più ampio e autentico del termine storia di un popolo.Nel 1933 con il Duce eravamo arrivati alle leggi fascistissime, oggi con il novelo duce arriviamo alle ronde, al reato di immigrazione clandestina, al binomio immigrato=delinquente, alla richiesta di posti riservati per i milanesi, al respingimento dei barconi, al fatto che non si voglia una società multietnica.A quando la riapertura dei campi di concentramento?

Metto online alcuni video che mostrano il cambio di faccia che Berlusconi ha fatto in questi anni. Quando nel 1997 piangeva per i migranti e oggi li respinge e li tratta molto peggio di quanto non avesse denunciato lui nel 1997.Al governo c’era Prodi e le finte lacrime erano solo un vile espediente elettorale. Oggi il suo Governo sta facendo molto di peggio e se prendi posizione a favore dei migranti vieni bollato come uno che vuole aprire le porte ai criminali.

Moltissimi sono interventui in questi giorni contro le disposizioni contenute nel decreto sicurezza: Vaticano, ONU, U.E, CEI…

Tutti questi signori sono dei COMUNISTI che aprono le porte ai deliquenti?

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Per fortuna oggi il Presidente Napolitano ha fatto sentire la sua voce:

NAPOLITANO: RISCHIO XENOFOBIA
Anche in Italia c’é il rischio di un diffondersi di accenti di intolleranza o xenofobia a causa del diffondersi di “retorica pubblica che non esita a incorporare questi accenti”. Nel denunciare il diffondersi e l’aggravarsi della povertà e delle diseguaglianze a seguito della crisi economica, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto nuovi interventi a favore di “coloro che si trovano in fondo alla scala sociale perché non rimangano confinati in quella posizione.

“Questo – ha aggiunto Napolitano – é tanto più importante nei nostri paesi dove le differenze in termini di origini etniche, religiose e culturali sono aumentate. Qui il rischio che queste differenze si traducano in un fattore di esclusione è sempre presente ed è aggravato dal diffondersi di una retorica pubblica che non esita, anche in Italia, ad incorporare accenti di intolleranza o xenofobia”. Il Capo dello Stato ha sottolineato il dovere di innescare un nuovo ciclo di sviluppo che non intacchi i livelli di equità e di coesione sociale raggiunti, ma anzi li migliori significativamente. Le nostre società devono dimostrare che questo è un obbiettivo raggiungibile. E’ un sentiero stretto e impervio, ma è l’unico che l’Europa può ragionevolmente percorrere”. Alle risorse dello Stato, ha detto, devono sommarsi altre risorse, di privati, e il ruolo delle Fondazioni é importante.

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La mafia…. Going North alle Acli di Gallarate

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