Ambientalisti tedeschi in azione per salvare una foresta

febbraio 11, 2009 at 6:10 pm Lascia un commento

Dallo scorso maggio, con una costanza e una caparbietà ammirevoli, centinaia di attivisti verdi combattono per preservare dalle motoseghe 300 ettari della foresta di Kelsterbacher, a pochi chilometri da Francoforte, in Assia.

robinwood_waldkelsterbach_20080528_005_800x600

Col tempo si sono costruiti un piccolo villaggio, fatto di tende, capanne e piattaforme aeree, dove vivono fisse almeno 25 persone. Con i loro corpi vogliono impedire che, dove oggi si trovano gli alberi, domani si costruisca la quarta pista di atterraggio e il terzo terminal dell’aeroporto internazionale di Francoforte. In nove mesi centinaia di persone si sono date il cambio per bloccare il disboscamento di un’area grande all’incirca come 400 campi da calcio. Ma nonostante la volontà ferrea degli occupanti – molti dei quali sono legati all’associazione Robin Wood – c’è la possibilità concreta che l’accampamento venga presto sgomberato con la forza. Martedì i disboscatori, con il contributo della polizia, hanno iniziato a recintare la zona dove si trovano gli attivisti. Per ora si può ancora uscire ed entrare dal campo, ma la situazione è critica, raccontano gli occupanti. Il portavoce dell’autorità aeroportuale lo conferma indirettamente. Sarebbe meglio evitare un’escalation del conflitto, ma i tempi, quelli della natura – a cui a volte non si comanda – stringono. Alla fine di febbraio ricomincia la fogliazione degli alberi e le motoseghe entro quel periodo dovranno aver già “liberato” almeno 92 ettari, per i lavori più urgenti. Già ora i disboscatori, protetti anche da un’agenzia di sicurezza privata, sono al lavoro e avanzano verso l’area del campo. Il traffico aereo, almeno quello privato, è in aumento e l’economia che si sgonfia ha bisogno di sostegno, con la crisi che incombe. Per tutte queste ragioni – condite da 4,5 miliardi di investimenti e migliaia di nuovi posti di lavoro – l’amministrazione regionale del governatore cristianodemocratico Roland Koch aveva approvato, già nel dicembre del 2007, i progetti del gestore dell’aeroporto Fraport per l’ampliamento dello scalo, che dovrebbe essere terminato entro il 2011. Di tutt’altra opinione sono gli occupanti. E’ proprio la crisi a mettere in questione la necessità di un’altra pista: secondo i dati recentemente resi noti proprio da Fraport, il volume delle merci transitate a Francoforte nel 2008 è calato del 25% rispetto all’anno precedente. E le prospettive per il 2009 non sono certo rosee. Non ha poi senso, dicono, tagliare alberi che producono ossigeno per far aumentare il traffico di aerei che rilasciano CO2.

img_6151b

Le azioni legali finora intraprese non hanno dato i frutti sperati. Per ultima la corte amministrativa di Kassel, la scorsa settimana, ha bocciato tutti i ricorsi per diretttissima che avevano intentato gli occupanti. Dal punto di vista legale, ha spiegato un attivista della Robin Wood tedesca, le cose si mettono male. Rimane il versante politico, su cui conta di far leva il gruppo di naturalisti. Ma anche lì le prospettive non sono molto positive. La scorsa domenica in Assia è stata eletta una maggioranza conservatrice Cdu-liberali che non ha alcuna intenzione di frenare l’espansione dell’aeroporto più importante della Germania. Nonostante del tema si discuta aspramente da un decennio. E nonostante l’opposizione dei Verdi e della Linke. Del resto anche la maggioranza della popolazione locale, che in gran parte lavora in aeroporto o nell’indotto, non sembra essere disturbata più di tanto dall’idea di avere una pista in più e qualche centinaio di ettari di foresta in meno. Il prossimo nove febbraio l’amministrazione comunale di Kelsterbach deciderà della vendita della foresta, di sua proprietà, alla Fraport. Ma gli occupanti non sembrano volersi far scoraggiare e si preparano alla lotta. Con il tempo hanno raffinato le tecniche di resistenza passiva. C’è chi si incatena sottoterra, in un piccolo bunker costruito per l’occasione, e deve essere dissotterrato prima di poter essere allontanato. E c’è chi si incatena in aria, a 18 metri d’altezza, sospeso sui rami degli alberi da proteggere, nelle piccole capanne e sulle piattaforme che gli occupanti hanno costruito per passare le fredde notti tedesche. Quando saranno sgomberati, dicono, occuperanno un’altra area.

Annunci

Entry filed under: Blogroll.

Eluana…. Incontro con il PD

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


febbraio: 2009
L M M G V S D
« Gen   Mar »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
232425262728  

Blog Stats

  • 156,379 hits

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: