Ritorna prepotentemente di attualità lo sviluppo preventivato dell’aeroporto di Malpensa, con le relative preoccupazioni rispetto alla realizzazione della Terza Pista di Malpensa.
Ribadendo l’assoluta contrarietà a qualsiasi ipotesi di progetto di terza pista, occorre sottolineare e ribadire che anche per quanto riguarda lo sviluppo aeroportuale ci si deve attenere a delle regole previste all’interno di un ordinamento nazionale o europeo.
Il recente viaggio fatto in America presso lo studio Mitre mi fa sorgere una domanda:
Ma lo studio commissionato da SEA, tiene conto della normativa italiana ed europea sugli ampliamenti aeroportuali, tiene conto delle normative ambientali quali la V.I.A e la V.A.S. e anche la Valutazione di Incidenza?
All’interno della programmazione che SEA, vorrebbe realizzare attraverso lo studio Mitre, questi sono parametri importanti e preminenti rispetto ad altri o vengono “baypassati” in maniera assoluta?
A queste domande, assolutamente legittime e pertinenti, come mai non risponde nessuno?
Occorre fare presente alcune questioni normative e giuridiche di non poco conto, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti di carattere ambientale.
La messa in mora per mancata VIA da parte della UE sugli ampliamenti dell’aerostazione è stata archiviata dalla Comunità Europea a fronte di una comunicazione del Ministro Matteoli del 1° Aprile 2004 la quale autorizzava tale ampliamento purchè “… Non venga superato l’attuale limite autorizzato di movimenti, sia di aeromobili che di passeggeri, conseguenti al trasferimento dei voli da Linate a Malpensa confermato con DPCM del 13-12-1999.” Tale limite si configura in 21.300.000 passeggeri, già abbondantemente superato. Questo è un passaggio importante, poiché la naturale conseguenza giuridico-normativa sarebbe una nuova, e seria, Valutazione di Impatto Ambientale dell’aeroporto di Malpensa.
Parallelamente sarebbe opportuno istituire un Osservatorio Ambientale PERMANENTE su Malpensa.
Il Parco Lombardo, così come il Parco Piemontese della Valle del Ticino sono stati dichiarati dall’Unesco “Riserva della Biosfera e patrimonio dell’Umanità (Area Mab), attestandone la funzione di territorio particolarmente pregiato da tutelare e da consegnare intatto alle future generazioni.
Il Parco Lombardo, cosi come il Parco Piemontese sono inoltre Siti di Interesse Comunitario (SIC) del sistema “NATURA 2000″ della UE, con l’obbligo di sottoporre ogni nuovo intervento che sia potenzialmente impattante a studio e Valutazione di Incidenza.
Che il DPCM DEL 13-12-1999 non è stato ancora attuato nella parte riguardante gli interventi di mitigazione Ambientale, il divieto dei voli notturni, l’indagine epidemiologica.
Che quanto emerso dalla V.A.S. realizzata dal Parco mette in evidenza come nessuno dei 50 progetti presi in considerazione porta benefici, ma che si assiste ad un peggioramento, soprattutto per la parte relativa all’Ambiente della situazione attuale.
Detto questo è normale chiedersi, anche dopo quelle che sono state le prese di posizione dei protagonisti della gita in America, lo studio Mitre tiene conto di queste cose?
Oppure tiene conto dell’unico parametro di riferimento cioè la necessita di sviluppare Malpensa fregandosene dell’ambiente?
Lo studio della Mitre se tiene conto di queste considerazioni, delle leggi in vigore e della storia di Malpensa potrebbe essere ritenuto serio e attendibile, ma se come credo sia avvenuto, questi parametri non vengono minimamente presi in considerazione, (è la stessa storia di Malpensa che ce lo dice), allora ritengo lo studio realizzato non veritiero e poco attendibile, ma soprattutto lo ritengo “illegale” poiché non si attiene alla giurisprudenza e alla normativa italiana ed europea.
Alcune dichiarazione rilasciate dopo la trasferta americana sono per certi versi preoccupanti poiché si parla sempre e solo di sviluppo senza ricordare che la situazione di illegalità di Malpensa deve essere sistemata in maniera seria e non prendendo in giro la gente che vivi nei dintorni dello scalo.
Porre l’attenzione solo sullo sviluppo senza considerare quanto emerso dalla VAS, senza una realizzazione programmata di interventi di mitigazione ambientale, senza una normativa che impedisca agli aerei di volare nel periodo notturno significa continuare “incoscientemente” ad uccidere il Parco del Ticino e a peggiorare la qualità della vita di chi abita nei dintorni dello scalo.